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15/10/2025

BOTTILLA: quando una stampante 3D finisce per stampare solidarietà

Cerchi un consiglio su un filamento per la stampa 3D e, in pochi scambi, ti ritrovi nello studio (spettacolare) di chi queste cose le fa davvero. Succede quando la curiosità incontra le persone giuste.

Io Collecticraft lo conoscevo già — fan dichiarato.
Ma non avevo mai collegato il volto al nome. È stato Alessio Ciocia, amico comune e collega in NoiEnergia, a dirmelo:

“Guarda che Fabrizio è Collecticraft.”
E da lì è partito tutto.

Chiedo a Fabrizio un consiglio tecnico sui filamenti e, in “tempo non galattico”, mi ritrovo nel suo studio. Spettacolare, tra parentesi. E soprattutto pieno di quell’energia che riconosci subito quando qualcuno non ti vende un’idea: ti arruola in una missione.

Mi racconta di BOTTILLA — un progetto che unisce stampa 3D, arte e un aiuto umanitario concreto per Gaza.
Dopo cinque minuti, senza pensarci troppo, mi dice:

“Ti va di aiutarci a stampare?”
E io, ovviamente:
“Sì.”

Cos’è BOTTILLA

BOTTILLA è una bottiglia stampata in 3D.
Semplice, concreta, simbolica.
Rappresenta tre cose:

  • Acqua, perché serve per vivere.
  • Fuoco, perché serve per reagire.
  • Messaggio, perché serve per ricordare che siamo ancora umani.

È un oggetto piccolo, ma parla forte.
Ogni bottiglia venduta diventa una donazione: il 100% del ricavato è destinato agli aiuti umanitari a Gaza tramite ARCI.
I costi di stampa, materiali e packaging sono coperti dagli ideatori, Francesco Riccardi e Fabrizio Drago.
Niente marketing. Niente profitto. Solo intenzione.
Ispirato alla Global Sumud Flottilla: una flotta che non naviga, ma tintinna da terra — dai fiumi al mare.

BOTTILLA: ritiro a Molfetta e rete di maker – doni su bottilla.org, ritiri con codice

Chi c’è dietro

Francesco Riccardi, aka @freakering , è la mente visiva.
Artista, designer, creatore di significati.
È lui che ha dato forma all’idea: una bottiglia come simbolo universale di resistenza.

Fabrizio Drago, anima di Collecticraft, è la mano che stampa, modella, produce.
Ingegnere, maker, visionario pratico.
Nel suo laboratorio le idee prendono corpo.
Insieme hanno deciso di coprire tutti i costi del progetto — stampa, materiale, packaging — così che ogni singola donazione finisca dove deve: agli aiuti umanitari a Gaza tramite ARCI.

Una scelta quasi anacronistica oggi: nessun ritorno, solo coerenza.
E quando c’è coerenza, la fiducia non serve più: succede.

Locandina “Bottilla”: raccolta fondi per i diritti umani a Gaza, slogan «Questa è Bottilla – Noi siamo Bottilla», QR e link a bottilla.it.

L’Equilibrio tra Virtuale e Reale

Perché non puoi guardare quelle immagini e dire “non posso farci niente”. Non è vero.

Puoi sempre fare qualcosa, anche piccolo.

Una stampa, un gesto, una bottiglia.
BOTTILLA nasce da questo: da chi non si volta dall’altra parte.

E da chi trasforma la tecnologia in un linguaggio umano.

Come la
Global Sumud Flottilla, è un simbolo di resistenza collettiva.

Solo che invece di navi, abbiamo stampanti 3D.
E invece di acqua, abbiamo intenzione.

La flotta di terra

400 bottiglie.
200 grandi, 200 piccole.
Tutte stampate, assemblate e distribuite da una rete di maker e volontari che si muove come una flotta.
Una flotta di terra, appunto.

Il sistema è semplice:

  • Doni su bottilla.org
  • Ricevi via mail un codice
  • Ritiri la tua bottiglia presso QBO a Molfetta

Il progetto è patrocinato da ENVY APS.
Tutto tracciabile, trasparente, reale.
Un modello che dimostra come la creatività, se organizzata, può diventare azione.

La chiamata all’azione

Non devi essere un attivista per fare la cosa giusta.

Ti basta donare.

Entrare su
bottilla.org

, scegliere la tua bottiglia, e farla tintinnare.

Da qualche parte, qualcuno la sentirà.
Perché questa non è solo una bottiglia.
È un segnale.
E sì, è stampato in 3D.

Cosa penso?

Cosa penso? Che le cose che valgono nascono spesso da coincidenze banali. Scrivi a qualcuno per un consiglio tecnico e ti ritrovi a dire sì a un progetto che non avevi in agenda. È lì che capisci la differenza tra “fare” e “fare sul serio”. La stampa 3D per me è un rifugio e un acceleratore: progetto, setto, avvio. È igiene mentale. Sono neurodivergente, lo dico senza spettacolarizzarlo: trasformare quell’energia in qualcosa che serve ad altri è il modo più semplice per dare direzione alla mia curiosità. Questa volta non esce un soprammobile: esce un segnale. BOTTILLA mi convince per una ragione semplice: la coerenza. Francesco e Fabrizio coprono i costi. Punto. Nessun margine, nessuna furbizia. Le donazioni vanno agli aiuti umanitari a Gaza tramite ARCI. Quando la struttura è pulita, non ti serve una campagna: ti basta dire la verità. Mi piace anche la dinamica di “flotta di terra”: ognuno dal proprio banco di lavoro, ognuno con le proprie mani. Non aspettiamo un via libera, non cerchiamo un palco. Coordiniamo intenzioni. È più potente di quanto sembri. Le bottiglie tintinnano e fanno rumore dove spesso le parole non arrivano. Sì, c’è il tema del privilegio. Possiamo permetterci di scegliere se fare o non fare. Io ho scelto di fare la mia parte: tempo, plastica, attenzione. Non mi interessa l’applauso. Mi interessa che qualcosa si muova, anche di poco, dalla parte giusta. Se hai voglia di farlo anche tu, sai già come funziona. Non servono etichette, servono scelte. Seguimi o lasciami stampare.
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