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18/08/2026

Gli AI agent mettono alla prova la sicurezza delle identità

Gli AI agent mettono alla prova la sicurezza delle identità

Illustrazione di un AI agent connesso a dati, applicazioni e servizi aziendali · Immagine illustrativa generata mediante intelligenza artificiale.
Immagine illustrativa generata mediante intelligenza artificiale.

Gli AI agent diventano identità digitali

Gli AI agent non si limitano a elaborare informazioni: possono accedere a dati, applicazioni e servizi aziendali utilizzando credenziali e privilegi propri. Per questo devono essere considerati vere e proprie identità digitali, sottoposte a regole di gestione, controllo e monitoraggio.

La loro diffusione introduce una sfida per i modelli tradizionali di identity security. Non è sufficiente proteggere gli account delle persone: occorre verificare quali agenti possono accedere alle risorse, con quali autorizzazioni e per quanto tempo.

Una superficie d’attacco più ampia

Tra i rischi associati agli AI agent rientra la prompt injection, una tecnica che può manipolare il comportamento dell’agente attraverso istruzioni malevole. Un altro pericolo è il furto dei token, che può consentire a un attaccante di sfruttare credenziali valide per accedere a servizi e informazioni.

A questi elementi si aggiungono la shadow AI, cioè l’uso non governato di strumenti di intelligenza artificiale, e le autorizzazioni eccessive. Quando un agente dispone di privilegi superiori a quelli necessari, un eventuale abuso o compromissione può avere conseguenze più estese.

Il governo delle identità degli agenti

La sicurezza aziendale deve quindi includere gli AI agent nei processi di gestione delle identità. Il controllo degli accessi, la riduzione dei privilegi e la verifica delle attività diventano componenti essenziali per limitare l’esposizione.

La questione non riguarda soltanto la tecnologia utilizzata, ma anche la capacità dell’organizzazione di sapere quali agenti sono attivi, quali risorse possono raggiungere e con quali credenziali operano. Senza una visione chiara, l’automazione rischia di creare identità difficili da individuare e controllare.

Una responsabilità di sicurezza e governance

La crescita degli AI agent porta così la sicurezza delle identità al centro dell’adozione dell’intelligenza artificiale. Governare credenziali e privilegi, contrastare gli usi non autorizzati e monitorare gli accessi sono condizioni necessarie per sfruttare gli agenti senza ampliare inutilmente la superficie d’attacco.

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