La tradizione più squisitamente molfettese entra nell’intimità del focolare domestico e si fa arte

La tradizione più squisitamente molfettese dei sepolcri entra nell’intimità del focolare domestico e si fa arte. È l’arte di allestire e addobbare, curando nei minimi particolari il proprio repositorio: le piccole statue di Cristo disposte secondo schemi ogni volta diversi ma così legati alla consuetudine, i drappi rosso sangue che avvolgono, le luci fioche delle candele che si contrappongono e scacciano in una mortale lotta impari con le ombre, il profumo intenso delle viole a ciocche come retaggio di una vita campestre passata. Il Giovedì Santo a Molfetta è anche questo, una passione intensa, un sentire profondo che porta un piccolo angolo della chiesa di Santo Stefano nella propria casa. La preghiera si lega all’attesa di una gioia da ritrovare, alla rinascita di Pasqua in cui la luce avrà vinto.