Spotify testa il controllo diretto del Taste Profile: utenti più padroni dell’algoritmo

Spotify apre l’algoritmo agli utenti
Spotify sta testando una nuova funzionalità che consente agli utenti Premium di visualizzare e modificare direttamente il proprio Taste Profile, ovvero il profilo che alimenta le raccomandazioni personalizzate. Il rollout parte dalla Nuova Zelanda e introduce un livello di controllo finora inedito sull’algoritmo della piattaforma.
Accedendo all’icona del profilo e selezionando la voce “Taste Profile” dal menu laterale, gli utenti possono vedere quali artisti ascoltano più frequentemente e quali trend caratterizzano le loro abitudini musicali.
Meno “slop”, più controllo consapevole
La novità consente di intervenire direttamente sulle preferenze suggerite dall’algoritmo. Se, ad esempio, il sistema propone troppi brani di un determinato artista, l’utente può indicare esplicitamente di voler ridurre quella presenza. È un passaggio significativo: da algoritmo opaco a sistema adattivo con feedback diretto.
Nel demo mostrato da Spotify, il Taste Profile non si limita a elencare artisti ricorrenti, ma evidenzia pattern di ascolto, offrendo una sorta di “specchio” delle abitudini musicali dell’utente.
Implicazioni di prodotto: trasparenza e retention
Dal punto di vista di prodotto, questa mossa rafforza la percezione di trasparenza e controllo. Dare agli utenti la possibilità di intervenire sull’algoritmo può aumentare la soddisfazione, ridurre la frustrazione da raccomandazioni ripetitive e migliorare la retention degli abbonati Premium.
In un contesto in cui le piattaforme basate su AI sono spesso criticate per la scarsa spiegabilità, Spotify introduce un modello più collaborativo tra utente e sistema di raccomandazione. Se il test avrà successo, il Taste Profile modificabile potrebbe diventare un nuovo standard nella personalizzazione dei servizi digitali.
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