Alexa non è il problema. Il problema è il prodotto che avevo immaginato io
Notavo in casa alcune scelte di prodotto che, nel tempo, non si sono rivelate scelte capaci di soddisfare il bisogno.
Notavo in casa alcune scelte di prodotto che, nel tempo, non si sono rivelate scelte capaci di soddisfare il bisogno.
Nello specifico: Alexa.
Non è un dissing ad Alexa
Non è un dissing ad Alexa o una polemica, perché sono stato uno dei beta tester di Alexa Italia e possiedo ancora una prima versione funzionante di Alexa.
È stato il mio primo "home assistant", con routine, scenari, comandi vocali personalizzati e anche semplici comandi di accensione e spegnimento di piccoli elettrodomestici.
Parliamo di una tecnologia che, quando arrivò, rappresentava davvero un cambio di paradigma. Il primo Amazon Echo venne presentato negli Stati Uniti nel 2014 e Alexa arrivò ufficialmente in Italia nel 2018.
Per me diventò il primo vero hub domestico.
Matter non esisteva ancora: la prima versione dello standard sarebbe arrivata nel 2022 con l'obiettivo di rendere più semplice l'interoperabilità tra dispositivi e piattaforme diverse. Zigbee, invece, esisteva già da anni, ma nel mio utilizzo domestico non rappresentava ancora quel riferimento che sarebbe diventato successivamente.
Torno al punto della questione dopo questa premessa doverosa che spiega come mi posiziono rispetto al prodotto di cui sto parlando.
La foto che vedete spiega forse già cosa intendo.
Una cassa Bluetooth contro Alexa
Abbiamo un Echo in cucina che sarebbe dovuto essere una sorta di assistente digitale per alcune delle cose più banali: ascoltare musica o comandare l’impianto hi-fi.
Ed era esattamente uno degli utilizzi più naturali per un assistente vocale: musica, informazioni, controllo dei dispositivi domestici e interazione senza dover mettere mano a uno schermo.
E invece, come si nota nella foto, mia moglie preferisce usare una cassa Bluetooth comprata da Action per ascoltare la musica.
E non perché Spotify non funzioni su Alexa o, insomma, per un problema tecnico: è proprio un problema di prodotto.
Nel suo caso, Alexa non è mai la prima scelta per ascoltare musica. E neanche l'hi-fi (ho un sistema discreto, niente hi-end).
Il reale problema da risolvere
Perché questa riflessione?
Non un pappone su quanto sia importante il posizionamento di un prodotto, ma su quanto non sia stato bravo a intercettare il reale problema da risolvere per rendere la casa a misura di entrambi con la domotica.
Oggi sto lavorando per avere il mio personale e privato JARVIS domestico, molto più evoluto e con una customization sulle nostre esigenze.
Avevo già scelto di lasciare gli interruttori BTicino Matrix perché sapevo che mia moglie preferiva l'approccio standard nel controllo delle luci, pur essendo smart.
Ma sull'aspetto della musica ho toppato.
Ho toppato. E il punto è proprio questo
Mi chiedo se quella attuale, cioè la cassa Bluetooth, sia l'unica soluzione efficace che soddisfi già il bisogno oppure se posso ottimizzare.
Ecco, questo credo sia forse il vero punto della questione.
Ricordo che durante il master di Product Management un'affermazione ridondante faceva da monito per qualsiasi sviluppo, parafrasando:
"Se l'idea ti sembra super vincente e senza dubbi di successo, stai sicuramente fallendo!".
Attenzione, non significa che non possano esistere idee rivoluzionarie per davvero, ma quelle sono mosche bianche, unicorni, insomma singolarità.
Avere la presunzione di aver trovato sempre la strada del successo è un po' eccessivo per noi che siamo dei bit in un cosmo sconosciuto.
Tornare con i piedi per terra
Quindi mi sono rimesso a scrivere mappe a mano, senza l'ausilio dell'AI, perché è sempre troppo accondiscendente per i miei gusti e mai un buon collaboratore con cui ragionare e sentirsi dire:
"Coglione! È un'idea di merda perché...".
Credo che quella cassa Bluetooth Fresh 'n Rebel di Action sia stato il giusto trigger che mi ha fatto tornare con i piedi per terra.