Nella pubblica amministrazione l’AI richiede processi e competenze

Il vero limite non è la potenza dei modelli
Nella pubblica amministrazione l’intelligenza artificiale non si misura soltanto in base alle capacità tecniche dei modelli. Il fattore decisivo è la capacità degli enti di utilizzarli in modo efficace, integrandoli nell’organizzazione e nelle attività quotidiane.
Processi da ripensare
L’adozione dell’AI richiede una revisione dei processi amministrativi. Introdurre nuovi strumenti senza modificare modalità di lavoro, responsabilità e flussi operativi rischia di limitarne il valore. La tecnologia deve quindi essere accompagnata da un ripensamento concreto delle attività.
Competenze e misurazione dell’impatto
Per usare l’intelligenza artificiale nella PA servono competenze diffuse, non concentrate in pochi specialisti. Gli enti devono inoltre misurare l’impatto delle soluzioni adottate, così da valutarne l’efficacia e orientare le scelte successive.
La sfida, dunque, non consiste più soltanto nell’accesso a modelli sempre più potenti, ma nella capacità organizzativa di trasformare queste tecnologie in risultati utili per l’amministrazione.
Fonte: agendadigitale.eu
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