L’adozione dell’AI nasconde costi che i CIO faticano a vedere

I costi invisibili dell’adozione dell’AI
L’intelligenza artificiale sta entrando nei processi aziendali anche al di fuori dei percorsi formalmente definiti dai vertici IT. Il risultato è una spesa che può sfuggire ai sistemi di monitoraggio utilizzati dai CIO.
Secondo i dati riportati dalla fonte, due terzi delle aziende registrano utilizzi dell’AI senza supervisione. Si tratta di un fenomeno che rende più difficile sapere quali strumenti siano impiegati, da chi e con quale impatto economico.
Perché i budget tradizionali non bastano
La spesa per l’AI non si concentra necessariamente nei capitoli di budget dedicati all’innovazione o all’infrastruttura tecnologica. Può invece distribuirsi in aree non monitorate dai sistemi finanziari tradizionali, rendendo meno immediata la lettura dei costi complessivi.
Per i CIO, questa frammentazione riduce la visibilità sull’adozione reale. Senza un controllo coordinato, il consumo di strumenti e servizi di AI può crescere senza essere ricondotto a un quadro unitario.
La sfida per i CIO
Il problema non riguarda soltanto l’entità della spesa, ma anche la capacità di riconoscere dove essa si genera. Gli usi non supervisionati possono infatti rendere incompleta la rendicontazione e complicare le decisioni su priorità, controllo e gestione dell’AI.
Per questo l’adozione dell’intelligenza artificiale richiede una visibilità più ampia rispetto a quella offerta dai budget tradizionali. Individuare gli impieghi effettivi e le relative spese è il primo passaggio per governare il fenomeno con maggiore consapevolezza.
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