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10/08/2026

Il Cyber Resilience Act mette sotto pressione l’open source

Il Cyber Resilience Act mette sotto pressione l’open source

Illustrazione digitale sulla sicurezza del software open source e sulla resilienza informatica · Immagine illustrativa generata mediante intelligenza artificiale.
Immagine illustrativa generata mediante intelligenza artificiale.

Responsabilità distribuite nell’ecosistema open source

Il Cyber Resilience Act mette sotto pressione l’open source distinguendo le responsabilità tra contributori, gestori dei progetti e fabbricanti. La separazione dei ruoli punta a chiarire chi deve intervenire nella gestione dei rischi di sicurezza lungo la filiera del software.

SBOM e gestione delle vulnerabilità

Tra gli elementi centrali del nuovo quadro ci sono le SBOM, necessarie per descrivere i componenti software utilizzati, e i processi di vulnerability handling. Questi strumenti dovranno diventare operativi in tempo per sostenere il controllo e la risposta alle vulnerabilità.

Notifiche a ENISA

Il sistema prevede inoltre notifiche a ENISA. Per gli operatori coinvolti, la sfida è tradurre gli obblighi in procedure concrete, definendo responsabilità e flussi di gestione senza confondere il ruolo dei contributori con quello dei gestori open source e dei fabbricanti.

Fonte originale: Agenda Digitale.

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